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Fashion blogger: come, dove, perché?

metooo_meblog_fashion blogger
24.11.2014

Ma che significa che fai la fashion blogger? È un lavoro? Ti pagano? Queste ed altre domande per chi conosce bene il fenomeno generano subito una risata perplessa. Il fashion blogging (questo sconosciuto) viene avvicinato come una specie di ET nascosto sotto la coperta, con curiosità, diffidenza ed un certo scetticismo. Proviamo a procedere per gradi e tentiamo di chiarire qualche dubbio. Cosa fa un fashion blogger? In quanto fashion si occupa di moda ma, come in tutte le cose, le modalità possono essere infinite. C’è chi si occupa di moda da addetto ai lavori in termini informativi creando una sorta di magazine online. C’è chi s’interessa alla moda da un tipo di vista del tutto personale e non per forza da addetto ai lavori magari pubblicando foto dei propri outfit quotidiani. C’è chi parte dall’argomento moda per poi esplorare altri argomenti che includono diversi aspetti del lifestyle. In quanto blogger, quest’ultimo tiene un diario online, uno spazio digitale che è il contenitore di tutto quello che è in grado di creare: dai video alle foto, dai testi agli audio.

Quindi possiamo dire che con il termine fashion blogger si racchiude un’ampia gamma di varianti del genere da chi è PRO come Chiara Ferragni, cosmopolita fashion victim ed influencer del mercato, alla signora Concetta che tra una passata di aspirapolvere e il polpettone condivide il su ultimo acquisto da HM. Credo fortemente che questa democrazia del ruolo sia la più grande pecca ed il punto di forza di questo ruolo. Insomma se vi dico che faccio la pittrice questo non implica che i miei quadri siano famosissimi ed io sia un’artista. Eppure, forse a causa della relativa novità di questa figura, sembra difficile comprendere che lo stesso discorso è applicabile al fashion blogging. Insomma come in tutti gli ambiti ci sono diversi modi di essere fashion blogger e con diverse sfumature di successo. Internet è un mondo democratico dove tutti possono trovare la propria nicchia d’interesse e questo implica che chiunque può autodefinirsi fashion blogger.

Non tutti vivono questo ruolo come un lavoro. Torniamo alla figura del pittore. C’è chi dipinge per hobby, per rilassarsi e chi vende i suoi quadri per milioni di euro. Vale lo stesso per le blogger. Alcune blogger scrivono articoli per il piacere di farlo, alcune lasciano che i brand gli inviino prodotti da testare senza richiedere un pagamento, alcune richiedono un budget per il lavoro che svolgono, alcune budget bassi altre budget alti a seconda del tipo di visibilità che possono offrire o della qualità del loro blog.

La domanda più buffa arriva poi quando ci si sente dire: quindi sei famosa? È un po’ il male dei nostri tempi quello di valutare le cose attraverso la lente della popolarità. Certo, per essere fashion blogger è auspicabile che si abbia una certa visibilità, un pubblico di follower che riconosca in quella figura quantomeno un’amica che ha quel po’ di competenza in più per dispensare buoni consigli. Quello che un fashion blogger fa più di altre figure è proprio il comunicare quindi diciamocelo, un buon numero di like su Facebook, una discreta quantità di follower su Instagram e un buon numero di visitatori unici giornalieri sul blog sono degli ingredienti sicuramente importanti. Ma d’altro canto non siamo tutte Chiara Ferragni e forse nemmeno tutte vorremmo esserlo. Sarò ripetitiva ma questo campo non si discosta molto da tanti altri e come in tutte le cosa si tratta di equilibri del tutto personali. Ogni fashion blogger ha la sua immagine, il suo carattere, la sua vita che un po’ volente o nolente viene messa in piazza ed in base a questo e quanto sarà brava troverà il suo pubblico e la sua popolarità. È così che i brand possono scegliere di collaborare con una piuttosto che con un’altra in base a chi racconta meglio il mood del prodotto.

Detto questo c’è da considerare che il fashion blogging è anche un fenomeno, è cominciato anni fa ed è letteralmente esploso, i first comer hanno consolidato la propria popolarità e generato un milione di cloni. Ora forse siamo in una fase un po’ stagnante e siamo un po’ tutti curiosi di capire tanto fermento in cosa si andrà a concludere. Chissà se il fashion blogger è una figura destinata a sparire come in molti sostengono o, come io credo e spero, evolverà in qualcosa di più chiaro, di migliore.



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