Incontri

Intervista ad Antonella Mignogna del Mercatino Hipster

organizzare un mercatino
7.04.2014

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’organizzatrice del Mercatino Hipster, Antonella Mignogna, che ci ha svelato qualche curiosità sul suo mestiere e sul mondo del craft.

1) In questo momento di crisi per gli artigiani e le piccole attività la possibilità di esporre le proprie creazioni in spazi organizzati è una chance in più per riuscire ad andare avanti. Conosci delle realtà artigianali che hanno ingranato proprio grazie ai mercatini organizzati da te?

È proprio questa la finalità ultima del nostro evento. Dare spazio ai giovani creativi, agli imprenditori di se stessi, offrire loro la possibilità di fruire di un evento organizzato ad hoc per le loro esigenze. L’idea nasce dall’offrire i locali del club Duel:Beat per attività alternative alla vita notturna. L’intento era quello di costruire un polo creativo, proporre un’offerta di qualità attraverso una selezione accurata di venditori e fornire un punto di ritrovo per un target di giovani interessati all’arte in tutte le sue forme.

2) Burocraticamente è molto difficile organizzare un mercatino?

Fortunatamente a Napoli ci avvaliamo dell’aiuto del Duel:Beat che si occupa dell’aspetto fiscale e dei permessi. Quando ci è capitato di portare il mercatino in esterna si è rivelato tutto molto più complicato, in quanto ad oggi non abbiamo ancora un’associazione che ci permette di essere indipendenti ma ci stiamo attrezzando per questo, siccome per la sessione estiva abbiamo già confermato un’edizione a Sorrento e la partecipazione a diversi festival.

3) Hai mai pensato al mondo del “secondhand” o preferisci l’artigianato?

Assolutamente sì. Oltre a selezionare i migliori artigiani locali uno dei nostri scopi principali è quello di incentivare la filosofia del riutilizzo. Scegliamo i nostri espositori con un occhio di riguardo a quelli che, come noi, si indirizzano sul filone del second hand. Da coloro che creano oggetti con materiali di riciclo al modernariato, ma soprattutto promuoviamo con grande impegno la compravendita di abiti e accessori vintage. Sono molti i ragazzi che si appassionano alla moda e al design del passato e che intraprendono attività proponendo una selezione di chicche scavate in giro per i mercatini di tutta Europa. Ecco il Mercatino Hipster è proprio il luogo dove si possono trovare queste cose, una gioia per gli appassionati del settore.

4) Un contributo di partecipazione più alto promette entrate più alte o è impossibile calcolarlo?

La quota di partecipazione deve essere sempre proporzionale alle possibilità di guadagno durante l’evento e dal ritorno di immagine e di visibilità che gli stessi espositori ricevono.

5) Come promuovi i tuoi eventi, ti affidi al digitale o sei più tradizionalista?

La scelta della tipologia di comunicazione è stata un aspetto fondante dell’ideazione della nostra iniziativa. Volevamo una comunicazione che colpisse i giovani,che parlasse al loro senso dell’umorisimo; un po’ modaiola un po’ autoironica. Dai topics un po’ impegnati a quelli più facili e divertenti, anche vanitosi come la gara di barbe. L’impronta grafica è visiva e fotografica con un logo riconoscibile. L’abbiamo promosso fin da subito utilizzando i canali digitali, i social network le a viralizzazione video, ma siccome strizziamo l’occhio al passato non disdegnamo l’approccio one-to-one. Andiamo nell’università, nelle accademie, nei caffé letterari e nei luoghi di ritrovo dei ragazzi, invitandoli personalmente al nostro evento spiegandogli di che si tratta. Un mix che ci è riuscito bene in verità perchè le persone ci avvicinano e ci contattano attirate dalla simpatia dei nostri contenuti e quando partecipano all’evento restano soddisfatti non solo dalla proposta mercatino in sé ma soprattutto dall’aria di rilassata amicizia che si respira durante l’evento che è diventato luogo di ritrovo a 360° nel quale andiamo ad offrire attività e proposte artistiche di vario genere, in modo da fornire la possibilità di passare una domenica diversa dalle altre.

Grazie ad Antonella per il suo intervento, avete mai pensato di organizzare un mercatino o di parteciparvi con uno stand?



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